L’NLP Trainer Training di Orlando, una vista laterale – l’uso del linguaggio arricchito in PNL

04/09/2012 § 2 commenti

Dopo la premessa fatta nel mio ultimo post, posso raccontarvi ciò che è accaduto all’NLP Trainer Training di Orlando. O per lo meno ciò che ricordo di aver vissuto che, come voi probabilmente saprete, non è necessariamente simile a ciò che è accaduto realmente. A proposito, lo sapevate che ogni volta che accedete ad un vostro ricordo lo modificate? Pensate di avere dell’argilla morbida e umida in mano, con quell’argilla plasmate una piccola scultura. Dopodiché fate una sfera di quella stessa argilla, e, qualche giorno dopo, cercate di ricreare ciò che avevate plasmato la prima volta. E così via nel tempo. Lentamente la vostra creazione si modificherà, eppure a voi sembrerà, nel bene o nel male, sempre la stessa cosa. Lo stesso accade con i ricordi.

Figura 1 – una piccola scultura d’argilla fatta durante un’attività esperienziale

Di Orlando ho una serie di immagini, di suoni e di sensazioni cinestesiche. L’hotel dove ho dormito, la moquette ruvida anni ’80, la stanza all’ultimo piano vista lago artificiale con annessi pontili finti. La classica stanza anonima da film poliziesco, occupata da agenti FBI in appostamento che spiano dalla finestra col binocolo (chi ha il binocolo? La finestra o gli agenti?…) da dietro delle tende spesse e polverose. L’aria condizionata rumorosa, le luci al neon troppo deboli e la televisione a tubo catodico enorme e con centinaia di canali (mi ci è voluta un’ora per passarli tutti – inutili). « Leggi il seguito di questo articolo »

crisi = rischio + opportunità. Sarà vero?

25/05/2010 § 4 commenti

E’ tanto che questa equazione mi frulla (come dicono qui a Firenze) nella testa. La mente rimbalza velocemente all’ormai famoso ideogramma cinese wēijī dove wēi sta per “rischio, crisi, pericolo…” e per “opportunità, possibilità“…

ideogramma wēijī

investigando un minimo ho scoperto  che questo tropo, tanto caro a JFK, alla fine poi non è proprio così come ce lo hanno venduto, ma è un’interpretazione un po’ di comodo. infatti pare possa stare anche per “macchina, aeroplano, meccanico, segreto, perno, astuto, punto cruciale” dove l’ultima (punto cruciale) è forse la traduzione più appropriata.

Ad ogni buon conto, devo ammettere che ho sempre trovato l’ interpretazione unanimemente utilizzata da politici e businessmen estremamente ispirante, corretta o meno che sia per i linguisti.

Magari una crisi non sarà sempre positiva, ma senza crisi è facile sedersi sugli allori. La crisi è quello stato transitorio di difficoltà (per dirla col Garzanti) che ci permette (o ci impone) di muoverci dallo stato in cui siamo e di ricercare il nostro vero equilibrio. Ci permette di uscire dalla zona di comfort, spesso più subìta che realmente ricercata.

A questo può servire l’allenamento con le arti marziali. A metterci in crisi in un ambiente controllato, a farci uscire dalla nostra zona di comfort. Ad abituarci a controllare lo stress generato e a girarlo a nostro favore, tramutandolo da distress in eustress. A gestire quindi il rischio per tramutarlo in opportunità.

Mi rendo conto che, dati i tempi che corrono, invocare la crisi non sia propriamente geniale, ma non riesco a farne a meno. Per quanto mi riguarda, solo sotto stress (eustress?) riesco a dare il meglio e a trovare forti motivazioni. Non so voi.

post correlati: La legge dell’equilibrio Yin-Yang e la performance aziendale.

dovwēijī

Dove sono?

Stai esplorando le voci con il tag Zona di Comfort su Formazione Marziale.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: