Visualizzazioni e Performance – Parte seconda

23/07/2010 § 10 commenti

Per chi non l’avesse ancora fatto, prima di procedere con la lettura vi suggerisco di dare un occhio alla prima parte dell’articolo, pubblicata qualche settimana fa. Nel caso l’abbiate già fatto o preferiate partire da qui, allora buona lettura!

…anni fa mi accadde uno di quegli eventi che uno non si aspetta mai possano capitare a lui. I classici eventi che, come diceva John Lennon, ti capitano nella vita mentre sei impegnato a fare altri progetti… Non voglio però parlare di  quell’evento, in questo momento non è importante. Importanti, ai fini di questo post, sono però le sue prime e dirette conseguenze: sei mesi di sostanziale immobilità fra letto e carrozzina.
Il resto, almeno per ora, ve lo risparmio.

La parte distale del mio femore. Giusto per dare un'idea.

La parte distale del mio femore. Giusto per dare un'idea.

Dolore fisico a parte, restare fermo a letto per una persona abituata a muoversi continuamente e a farsi almeno i suoi 3/4 allenamenti a settimana (più le competizioni) era, per usare un eufemismo, una sofferenza immane dal punto di vista mentale. Mi ritrovai a sognare, sia metaforicamente che nella realtà, quello che fino a pochissimo tempo prima era parte della mia quotidianità.

Paradossalmente, in qualche modo, fu proprio il sognare la chiave di tutto. Sognare prima dormendo e poi ad occhi aperti quello che avevo fatto in passato e che avrei voluto fare ancora in futuro. Cose che, al tempo, ero lungi dall’aver la certezza di poter rifare.

Iniziai col ripensare, da sveglio, ai sogni (in quei giorni sognavo tantissimo), per poi passare ai ricordi, ad assaporare i momenti passati, le sensazioni. Scoprii, o meglio realizzai, che i ricordi non erano solo visivi, ma anche auditivi e cinestesici. Qualche volta addirittura anche tattili o olfattivi, se mi capitava sottomano una qualche attrezzatura tipo la muta con il suo caratteristico odore di neoprene e umido o i focus, che tanto sanno di palestra…
E realizzai che una visualizzazione, come un ricordo, non è fatta solo di immagini. Le immagini sono spesso solo il primo passo per attivare anche gli altri sensi e le sensazioni cinestesiche. « Leggi il seguito di questo articolo »

Visualizzazioni e Performance – Parte prima

09/07/2010 § 5 commenti

Le visualizzazioni sono parte integrante del mondo delle arti marziali. Ricordo sempre il mio maestro mentre diceva due frasi in particolare “quando respirate visualizzate l’aria che entra dalla bocca e scende fino ai polmoni per poi risalire” e poi “ripetete mentalmente le tecniche che avete provato oggi. Vedetevi mentre le eseguite al meglio, come vorreste che venissero, sentite il movimento”.

Quanto sono nitide le nostre visualizzazioni?

A volte, al posto dell’aria, si parlava di energia che non andava quindi nei polmoni ma scendeva fino al Dan tian. Ma la sostanza, se vogliamo, era la stessa. L’importante per noi era rilassarci e liberare la mente, le visualizzazioni erano solo il mezzo per ottenere tutto ciò. Obiettivi più alti erano decisamente al di fuori della nostra portata, dato il nostro livello.
La prima frase era ricorrente nella fase iniziale dell’allenamento, prima del saluto, dove ci si rilassava, chi nella posizione del loto chi semplicemente in ginocchio. La seconda frase era caratteristica del rilassamento prima del saluto finale, un modo per fissare meglio nella mente i movimenti e le sensazioni provate durante l’allenamento.
Ricordo che agli inizi non capivo, il più delle volte la mente vagava liberamente nel suo chiacchiericcio e difficilmente riuscivo effettivamente a visualizzare quello che veniva indicato dal maestro.
Poi lentamente il messaggio cominciò a filtrare e, di conseguenza, iniziai a farmi condurre in quella che non era altro che meditazione guidata che induceva una leggera trance ipnotica. « Leggi il seguito di questo articolo »

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