Open: La lezione di Agassi e la metafora del tennis

11/08/2011 § 19 commenti

Pochi giorni fa ho terminato di leggere la biografia di Andre Agassi, Open. In gioventù ho giocato a tennis, facendo un po’ di agonismo e arrivando a giocare qualche torneo, con risultati non stupefacenti, devo ammettere. Agassi ricordo che a quei tempi era ad inizi carriera (si parla della fine degli anni ’80) e io non lo amavo particolarmente, il suo look da teppistello non mi affascinava affatto. Ricordo che mi piaceva particolarmente Mats Wilander il quale al confronto sembrava un nobile, forse perché era svedese e non uno “yankee”…

Leggere le parole di Agassi mi ha permesso di rivivere quegli anni e di rianalizzare le mie difficoltà nel tennis e, per certi versi, anche negli altri sport che ho praticato a livello agonistico negli anni seguenti, vela e arti marziali in primo luogo.
Inoltre, come sempre quando si parla di sport professionistico, ho potuto scorgere alcune interessanti analogie con la vita lavorativa e anche qui ho trovato più di uno spunto di notevole interesse.

In ultimo ho modificato la mia opinione su Agassi, leggere le sue parole mi ha fatto riflettere sul senso della ribellione giovanile e su come spesso sia facile giudicare un’altra persona o una situazione basandosi sulla propria percezione e, per usare Korzybski, su come la nostra mappa non sia affatto il territorio ma spesso sia solo una imprecisa, parziale e tendenziosa rappresentazione dello stesso. Ciò non vuol essere un giudizio positivo sulla sua condotta di Agassi, deplorevole in più di una circostanza, ma semplicemente una presa di coscienza del fatto che dietro ogni comportamento ci sono motivazioni spesso non facilmente intuibili. « Leggi il seguito di questo articolo »

Il sogno di Itaca: perseguite gli obiettivi, ma godetevi il processo

23/01/2011 § 5 commenti

Sempre devi avere in mente Itaca
– raggiungerla sia il pensiero costante.
Soprattutto, non affrettare il viaggio;
fa che duri a lungo, per anni, e che da vecchio
metta piede sull’isola, tu, ricco
dei tesori accumulati per strada
senza aspettarti ricchezze da Itaca.

Itaca ti ha dato il bel viaggio,
senza di lei mai ti saresti messo
in viaggio: che cos’altro ti aspetti?

E se la trovi povera, non per questo Itaca ti avrà deluso.
Fatto ormai savio, con tutta la tua esperienza addosso
Già tu avrai capito ciò che Itaca vuole significare.

Questo brano è tratto dalla poesia Itaca del poeta Costantinos Kavafis. Fra le più belle parole che ho letto negli ultimi tempi.

Qualunque sia il vostro lavoro o il vostro percorso di vita, abbiate un sogno. Perseguitelo e nel farlo godetevi il viaggio.
Il vero sogno è quello che permette un viaggio splendido.

Se volete, molto più semplicemente, nel lavoro, nello sport e nella vita di tutti i giorni, individuate il vostro obiettivo, ma non fatevi schiacciare da esso.
Godetevi il processo che vi porterà a raggiungerlo.

Per dovere di cronaca, il testo l’ho trovato leggendo il libro “Scoiattoli e Tacchini” di Gian Paolo Montali, uno fra i Coach di pallavolo di maggior successo degli ultimi decenni, nonché affermato consulente aziendale nell’ambito, ovviamente, delle risorse umane.

Un libro che contiene molte verità sulla motivazione e gestione dei gruppi di lavoro, lo consiglio senza riserve.

Il metodo “Antistronzi”, la quiete interiore e le performance del team

07/01/2011 § 4 commenti

A natale mi è stato regalato il libro Il nuovo metodo antistronzi il quale deve buona parte del suo successo al nome poco ortodosso, come conferma anche l’autore, ma che alla lettura si presenta come un testo approfondito e più serio di quanto appaia di primo acchito.

Nel libro viene individuata una serie di comportamenti caratteristici dello “stronzo” (asshole in inglese, da cui il titolo originale The no asshole rule) fra cui insulti personali, contatto fisico non richiesto, intimidazioni, sarcasmo eccessivo, email distruttive, occhiatacce e altro. L’elenco completo dei comportamenti, definito la sporca dozzina, lo trovate sul blog italiano dedicato “al metodo”.

Oltre ad analizzare svariate tipologie di soprusi professionali ed orrori organizzativi in modo alquanto dissacrante ma mai superficiale, l’autore, Bob Sutton, si sofferma su due punti che reputo particolarmente rilevanti e che riguardano i costi che un sistema economico è costretto a sostenere in presenza di un clima negativo. In particolare:

  • i costi per i singoli in termini di stress personale, ricadute sulla sfera privata, mancanza di autostima fino ad arrivare all’esaurimento;
  • i costi per l’organizzazione in termini di mancata performance, insoddisfazione per i clienti e alto turnover del personale.

Se si prende a riferimento la formula del team sintetizzata da Luigi Mengato, il libro sembra implicitamente avvallare la presenza della lettera “C” all’esponente come elemento potenziante (o depotenziante) delle performance.

"Formula del Team" di Luigi Mengato - Creative Commons Licence

La formula sta a significare che un gruppo, affinché possa evolvere in un team coeso e performante, deve possedere le seguenti caratteristiche: « Leggi il seguito di questo articolo »

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