Save the date: 3 ottobre 2013 a Pistoia si parla di Shackleton!

27/09/2013 § 3 commenti

Con un certo ritardo segnalo questa conferenza dove sarò relatore:

Leadership e gestione dei team di progetto: la lezione di Sir Ernest Shackleton

Giocare a pallone sul ghiaccio - Shackleton

Nelle tre ore presenterò l’avventura occorsa alla spedizione antartica “Endurance” comandata dall’esploratore britannico Sir Ernest Shackleton nel 1914 , L’impresa è anche nota come il più  grande progetto di insuccesso di tutti i tempi.

L’immagine qui a fianco vi fa capire subito l’eccezionalità del team e del loro leader, dopo 6 mesi dalla partenza dall’inghilterra e da un mese bloccati nei ghiacci, con la prospettiva di rimanerci un altro anno almeno, sono così preoccupati che fanno una partitella a pallone!

Il breve seminario, organizzato in collaborazione con il Project Management Institute – Northern Italy Chapter, si terrà dalle 15 alle 18 presso la sala Incontri dell’Assessorato alla Cultura del Comune di Pistoia (Via Sant’Andrea, 16) e vedrà il patrocinio, oltre che del comune, della CNA Pistoiese e della sezione Fiorentina della Bocconi Alumni Association. L’evento è gratuito e da diritto a 3 PDU per le persone certificate PMI, per iscriversi è necessario andare sul sito pmi-nic.org e andare nella sezione “I prossimi incontri”.

Qui trovate la brochure dell’evento

Leadership e gestione dei team di progetto

Project Management Esperienziale: La disfida dei Marshmallow

27/12/2010 § 4 commenti

Ormai da un po’ di tempo ho inserito fra il mio repertorio di esercizi esperienziali (a volte mi sembra di essere un prestigiatore…) anche la ormai famosa Marshmallow Challenge, resa nota dall’altrettanto famoso video che è apparso su TED e che potete trovare qui:

http://www.ted.com/talks/tom_wujec_build_a_tower.html

Per chi ancora non lo conoscesse, l’esercizio è una piccola prova di project e team management e consiste nel progettare e creare in gruppo (4 persone generalmente) la costruzione più alta partendo da una dotazione di 20 spaghetti, un marshmallow, scotch, spago e forbici. I vincoli principali sono il tempo (18 minuti), l’impossibilità di “appendere” la costruzione a strutture più alte (lampade, appendiabiti…) e il fatto che il marshmallow deve essere posizionato in cima alla costruzione.

Al seguito del successo dell’esercizio è stato creato anche il sito http://marshmallowchallenge.com/, dove, fra le altre cose, trovate spiegate per filo e per segno le istruzioni per l’esecuzione dello stesso e alcune riflessioni da riportare in fase di debriefing, come ad esempio:

  • l’importanza della prototipazione:verificare costantemente sulla nostra struttura quale sia l’impatto dell’installazione del marshmallow in cima ad essa.
  • la verifica degli assunti: “il marshmallow tanto è leggero”… vero, ma gli spaghetti di peso ne reggono davvero poco…
  • l’importanza dell’avere un team dalle competenze diversificate, dove un gruppo di avvocati può far peggio di una squdra composta da bambini delle elementari.
  • la difficoltà di avere alte performance sotto stress, affermazione ancor più vera quando viene messa in palio una certa posta.

Provandolo più volte sul campo (qui sopra trovate alcune delle strutture create), ho avuto modo di annotare qualche altra riflessione, che vi riporto sinteticamente qui sotto:

  • seppur esplicitamente indicato fra i vincoli di progetto, il tempo raramente viene preso in considerazione e debitamente misurato. Quasi nessun gruppo verifica lo scorrere delle lancette e pianifica le attività di conseguenza.
  • i gruppi che eccellono sono quelli che si danno un minimo di organizzazione e dove emerge una figura di leader o, più semplicemente, di coordinatore dei lavori. Affermazione apparentemente banale, ma quanti gruppi di lavoro non appena ricevono un incarico vi si buttano a capofitto fermandosi a riflettere solo all’emergere dei problemi?
  • l’italiano, pur di vincere, infrange qualunque regola o per lo meno tenta di aggirarla o di interpretarla a suo favore...  Ad esempio: le costruzioni non possono essere sospese con tiranti che arrivano da strutture più alte, eppure ho visto persone improvvisarsi  lampadario, pur di far star su la propria struttura fino all’atto della misurazione. Le regole, in buona sostanza, servono per essere aggirate. Questa è più una riflessione di carattere sociologico che altro, ma vale la pena di sottolinearla, dato che, per quanto possa sembrare strano ad alcuni, i progetti sono di successo quando, oltre a rispettare i vincoli di tempo, costo e qualità, raggiungono gli obiettivi nel rispetto delle leggi.

Un buon esercizio, da consigliare.

Una vignetta illuminante sul Project Management

04/11/2010 § Lascia un commento

Qualunque mio commento all’immagine è superfluo 🙂

un progetto ben gestito

Se leggete male, cliccate sull’immagine per ingrandire!!

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Il ponte di Leonardo e il project management esperienziale

25/10/2010 § 2 commenti

La creazione del ponte di Leonardo da Vinci è uno splendido esercizio esperienziale sul project management dove la fanno da padroni:

  • gestione del tempo e delle risorse
  • importanza della prototipazione e del ciclo di deming nella gestione di un progetto
  • preparazione  e gestione del team
  • comunicazione e feedback con gli stakeholders

caldamente consigliato 🙂

Dal prototipo:

Ponte di Leonardo - prototipo

all’analisi delle criticità e delle aree di miglioramento: « Leggi il seguito di questo articolo »

Project Management: la metafora della Maratona e quella del Pugno

08/04/2010 § 5 commenti

E’ vero, solitamente parlo della metafora delle Arti Marziali, ma da qui in avanti, quando mi capiterà, proverò a segnalare altre metafore sportive (e non?) che coglieranno il mio interesse. Questo è il primo caso…

NYC Marathon - Courtesy of Randy Lemoine

Qualche giorno fa ho partecipato ad un webinar organizzato da Microsoft sul Project Management, disciplina di cui mi occupo sia come consulente che come formatore da svariati anni. Fra i vari spunti interessanti che ho trovato in tale seminario mi ha colpito in particolare la metafora fra Project Management e Maratona, dedicata in particolare alle virtù che accomunano il Project Manager e il Maratoneta:

  • Pazienza: allenamento duro e costante che porta risultati a lungo termine
  • Tenacia: capacità di sopportare la fatica, gli inevitabili alti e bassi della preparazione atletica, le sconfitte
  • Capacità di programmare oltre l’orizzonte temporale noto: la maratona ha un’orizzonte temporale molto lungo, che necessità di una pianificazione accurata e di un’utilizzo delle risorse ottimale. Pena l’arrivare esausti a metà gara e mollare il colpo.

Credo che il Project Management si presti molto bene a metafore sportive e che la Maratona sia una metafora particolarmente calzante…

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Ma cosa centra un Pugno con la Formazione in Azienda?…

10/10/2009 § 1 Commento

Non lo direste mai, ma centra. Se ci si riflette un po’ su, centra più di quanto si possa immaginare di primo acchito…

Cos’è un pugno? Dal Wikizionario “colpo inferto con la mano chiusa, solitamente picchiando con le nocche” e solitamente contro un obiettivo determinato (questo lo aggiungo io).

Questo però è solo l’atto finale. Per arrivare a tirare un pugno è necessario mettere in funzione una serie di meccanismi, sia mentali che fisici, tutt’altro che banali.

Ma quali possono essere le analogie di questo atto con, ad esempio, un progetto aziendale? Dove può esserci di aiuto la Metafora del Pugno per migliorare le nostre performance in azienda?

Partiamo dalla fine… partiamo dall’Obiettivo. L’obiettivo, cioè la finalità, di un pugno è quella di colpire un obiettivo, appunto, ben definito. Sia esso un sacco, un focus o un avversario. Diamo per scontato che l’obiettivo sia di per sé realistico, cosa che non sempre in Azienda lo è. Esempio: picchiare Tyson non è realistico. Sarebbe un obiettivo “aziendale” fuori portata per la gran parte di noi…

Sessione di Formazione Marziale - Il pugno e l'obiettivo (un Focus in questo caso)

Sessione di Formazione Marziale - Il pugno e l'obiettivo (un Focus in questo caso)

Ora, il centrare qualcosa o qualcuno con un pugno può essere visto tranquillamente come un progetto di un’Azienda, dove è facilmente individuabile un obiettivo (centrare il sacco o  l’avversario umano), delle risorse e un budget (il nostro corpo, il suo livello di allenamento e di energia), una direzione (il nostro cervello). Un progetto che deve avere una pianificazione (strategia), una fase di roll out (esecuzione), una buona dose di  commitment (Determinazione, Concentrazione, Impegno) e, in ultimo, risente dell’influenza di fattori esterni (l’avversario o il sacco).

In sostanza, se tiro male un pugno e manco il mio obiettivo, ci possono essere molteplici ragioni. Ci ho messo troppa energia, troppo poca o quella che avevo l’ho usata male (Budget e Risorse), non ero determinato (Commitment), sono arrivato senza fiato a colpire (Pianificazione) o ho sbagliato la distanza (Roll Out) o, peggio, ho cercato di colpire la persona sbagliata (Tyson… Project Objective)

La stessa cosa accade in azienda: troppe o poche risorse, sia umane che fisiche,  allocate ad un determinato progetto. Oppure risorse umane  senza le capacità (skill) adeguate. Budget mal spesi o insufficienti. Assenza di commitment ai livelli più alti o a quelli operativi. Il lavoro è stato pianificato male o, peggio ancora, manca di pianificazione. Il roll out è stato fatto senza attenzione e senza controlli di qualità. Ci siamo accorti troppo tardi che il progetto era fuori dalla notra portata.
Morale: Tyson si è accorto che abbiamo cercato di tirargli un pugno e ha reagito…

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