Save the date: 3 ottobre 2013 a Pistoia si parla di Shackleton!

27/09/2013 § 3 commenti

Con un certo ritardo segnalo questa conferenza dove sarò relatore:

Leadership e gestione dei team di progetto: la lezione di Sir Ernest Shackleton

Giocare a pallone sul ghiaccio - Shackleton

Nelle tre ore presenterò l’avventura occorsa alla spedizione antartica “Endurance” comandata dall’esploratore britannico Sir Ernest Shackleton nel 1914 , L’impresa è anche nota come il più  grande progetto di insuccesso di tutti i tempi.

L’immagine qui a fianco vi fa capire subito l’eccezionalità del team e del loro leader, dopo 6 mesi dalla partenza dall’inghilterra e da un mese bloccati nei ghiacci, con la prospettiva di rimanerci un altro anno almeno, sono così preoccupati che fanno una partitella a pallone!

Il breve seminario, organizzato in collaborazione con il Project Management Institute – Northern Italy Chapter, si terrà dalle 15 alle 18 presso la sala Incontri dell’Assessorato alla Cultura del Comune di Pistoia (Via Sant’Andrea, 16) e vedrà il patrocinio, oltre che del comune, della CNA Pistoiese e della sezione Fiorentina della Bocconi Alumni Association. L’evento è gratuito e da diritto a 3 PDU per le persone certificate PMI, per iscriversi è necessario andare sul sito pmi-nic.org e andare nella sezione “I prossimi incontri”.

Qui trovate la brochure dell’evento

Leadership e gestione dei team di progetto

Omaggio a Roberto Baggio

17/02/2013 § 4 commenti

Non sono mai stato un gran tifoso di calcio, ma c’è stata qualche personalità del mondo del pallone che ho ammirato, soprattutto in passato.
Una di queste è Roberto Baggio. Ho sempre avuto estremo rispetto di quest’atleta, della sua modestia, della sua classe e del modo in cui ha affrontato le avversità, sia fisiche che sportive.

La pasta di un uomo, inteso come essere umano indipendentemente dal genere, si vede soprattutto nei momenti di difficoltà. Quando si vince, è facile fare i fenomeni. Ma quando le cose girano storte, quando si fa qualche errore clamoroso o quando ci si fa male per davvero, è da come uno reagisce, da come risorge che si capisce di che pasta è fatto. Per quello mi è sempre piaciuto Baggio.

Ripubblicare qui la sua lettera ai giovani, la lettera che ha letto qualche giorno fa al Festival di S. Remo, vuole essere il mio piccolo omaggio a questo grande atleta. Sono parole semplici, ma dove si leggono sincerità e passione, per questo mi sono piaciute.

La lettera parla di cinque concetti, cinque nominalizzazioni, basilari nella vita. Il concetto a cui sono più legato è quello associato alla parola Sacrificio. Una parola per me fondamentale, che rappresenta forse la vera essenza della vita. Meditare è sacrificio, Allenarsi è sacrificio, Imparare è sacrificio, Lavorare facendo ciò che si Ama è, molto spesso, sacrificio. Riuscire a camminare dopo mesi carrozzina è incredibile. Ed è frutto del sacrificio. Riuscire a correre e rigiocarsela quando (quasi) nessuno ci avrebbe scommesso un centesimo è impagabile. Ed è frutto del sacrificio. Vincere è frutto del sacrificio, soprattutto perché vince solo chi ha saputo prima perdere molte volte. E ha fatto molti sacrifici.

La storia di Roberto Baggio mi ricorda qualcosa che ho vissuto sulla mia pelle. Anche per questo, ma non solo, pubblico volentieri questa lettera. « Leggi il seguito di questo articolo »

“Il vero leader è colui che non deve chiedere mai.” Siete sicuri?

07/12/2012 § 6 commenti

L’affermazione che ho scritto nel titolo l’ho sentita spesso, in differenti salse, in special modo parlando con i rampolli sulla via di prendere il posto dei padri nelle aziende di famiglia (mi capita di tanto in tanto di averne qualcuno in aula). Non ho mai capito perché, ma dei propri genitori sembra più facile prenderne gli aspetti negativi che gli aspetti positivi…

Ad ogni modo, di “leader”,  o presunti tali, ne ho visti tanti. E’ capitato anche a me più volte di avere ruoli di leadership in team lavorativi o nel mio trascorso di atleta. Beh… ho trovato il  mio pensiero attuale sul tema, pensiero che avrei voluto avere specialmente da ragazzo, splendidamente sintetizzato da questa frase:

“There are a bunch of aggressive, ivy-league-educated, high IQ people working in Bentonville whose careers are going nowhere because they never learned how to connect with other people.”

­­­

per l'uomo che non deve chiedere mai...

L’uomo che non deve chiedere mai!

Parafrasando, senza una buona dose di intelligenza emotiva, non ci sono quoziente intellettivo (QI o IQ per gli anglosassoni) o “bravura” che tengano, se vuoi essere un buon leader.

A proposito, la frase qui sopra è attribuita a Lee Scott, ex CEO di Walmart, catena di supermercati statunitensi particolarmente controversa sia per le sue politiche verso i dipendenti che per quelle ambientali. Detto questo, nel senso che non è tutto oro quel che luccica, Walmart resta la più grande catena di GDO al mondo, e Lee Scott ne è stato l’AD per circa 10 anni. Prendiamone il buono.

3 consigli per i leader tratti da One Minute Manager

21/04/2011 § 3 commenti

Tempo fa ho avuto modo di leggere un libro di cui si sente spesso parlare: “the One Minute Manager” di Kenneth Blanchard.
Devo ammettere che questo piccolo libro mi ha lasciato il segno, cosa che francamente non mi aspettavo (sono sempre un po’ scettico con i testi di grande successo).
Nelle prime pagine del libro si trova una massima che, a posteriori, ho trovato estremamente significativa e che riporto tale e quale:

People Who Feel
Good About
Themselves
Produce
Good Results

In sostanza, se sei felice è molto probabile che tu lavori bene e che, conseguentemente, tu produca buoni risultati. Mi verrebbe da dire che la saggezza si trova nelle cose davvero semplici e, diciamocelo, a volte un po’ scontate. E, credeteci o no, è decisamente così…

L’autore suggerisce, attraverso la classica storia della ricerca di risposte da parte di un giovane manager “cercatore”, tre regole fondamentali che, se ben applicate, hanno forte impatto sulla motivazione dei collaboratori. Regole che, se guardiamo bene, non servono a null’altro che a rendere le persone più felici.

Eccovi le 3 regole:

  1. Stabilire obiettivi che necessitino di  un minuto per essere spiegati (one minute goals)
  2. Lodare in un minuto (one minute praisings)
  3. Fare reprimende che non durino più di un minuto (one minute reprimands)

La persona che adotta questo metodo, assume l’appellativo di “one minute Manager“, ovviamente. Detto così sembra che la chiave di tutto sia la sinteticità, in realtà la questione è un po’ più raffinata. Qui sotto una spiegazione che può essere di aiuto nel comprendere meglio il “sistema”.

One Minute Goals

  • Concordare gli obiettivi con i collaboratori
  • Essere d’esempio nei comportamenti e far capire cosa intendiamo per comportamento corretto
  • Scrivere gli obiettivi in modo che stiano in non più di 250 caratteri (leggi, 250 battute su tastiera)
  • Leggere e rileggere gli obiettivi (ci vuole non più di un minuto) in modo che siano sempre a mente e chiari
  • Valutare di giorno in giorno la propria performance
  • Verificare se il comportamento che abbiamo è funzionale al raggiungimento degli obiettivi. « Leggi il seguito di questo articolo »

Corde Alte e Formazione Esperienziale

09/09/2010 § 6 commenti

Rieccomi dopo quasi un paio di mesi di silenzio “estivo” con un racconto che non ha a che fare direttamente con le Arti Marziali (ormai ci siete abituati) ma con una disciplina che richiede delle competenze per molti versi simili (equilibrio e calma, capacità di gestire lo stress, ricerca del proprio limite…) anche se si svolge in un contesto totalmente diverso: le corde alte.

Corde Alte e Formazione Esperienziale

Poco tempo fa ho infatti avuto modo di provare, nell’ambito del master in formazione esperienziale che sto frequentando (non si smette mai di imparare!!), questa disciplina applicata alla formazione aziendale.

Devo ammettere che sono partito per quest’avventura con un certo scetticismo, per quanto dato il mio background dovrei essere più che aperto ad ogni sperimentazione.

Il punto sta nel fatto che non riuscivo, prima della mia partenza, a contestualizzare pienamente lo strumento formativo “corde alte” all’interno delle dinamiche aziendali.

Ma ovviamente mi sbagliavo… « Leggi il seguito di questo articolo »

Maestri e Leader

30/06/2010 § 1 Commento

Testa di Socrate, museo del Louvre - fonte Wikipedia

L’insegnante mediocre racconta.
Il bravo insegnante spiega.
L’insegnante eccellente dimostra.
Il maestro ispira.

Questo ovviamente non lo dico io, lo diceva Socrate 🙂
Il maestro oltre ad insegnare racchiude in sé due caratteristiche fondamentali della leadership: l’essere d’esempio e l’essere d’ispirazione. Io sono fortunato, nella mia vita ho conosciuto qualche maestro e ognuno di questi, in un modo o nell’altro, era un leader naturale.

Probabilmente è vero anche il contrario, i leader veri sono anche dei maestri in un modo o nell’altro.
Pensate a qualche nome della storia recente, sono sicuro che vi verrà in mente più di un grande leader che sia stato anche un maestro di vita.

Uno su tutti, Gandhi: You must be the change you wish to see in the world. Leader e Maestro allo stesso tempo.

Dove sono?

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