Gestione riunioni, mappe mentali e formazione esperienziale. Un mix interessante?

10/10/2012 § 12 commenti

Con alcuni colleghi è un po’ che si parla di utilizzare la metodologia esperienziale anche in ambiti più tecnici, che vadano al di là del classico team building o di corsi sulla collaborazione o comunicazione.

Di recente qualcosa ha iniziato a muoversi. Sono partititi alcuni corsi in ambito sicurezza a base di Formazione Esperienziale (per chi volesse approfondire può contattare le ideatrici Antonella Brogi e Caterina Padulo) e, quasi da non credere, anche un corso Excel (qui il colpevole, mi verrebbe quasi da dire, è Luigi Mengato).

Dal canto mio ho cercato di contribuire lanciando una sfida in un ambito generalmente caratterizzato da testi alquanto tecnici, più degli agglomerati di checklist che altro. L’ambito in questione è quello della gestione delle riunioni.

Non so se io sia il primo a cercare di fare qualcosa di questo tipo o meno, non ho seguito corsi di altri colleghi formatori sullo stesso argomento. Mi sono però immaginato, riportato in aula, uno dei tanti libri che ho avuto modo di leggere (o per lo meno di scorrere) a riguardo e mi è venuto immediatamente il latte alle ginocchia (come si dice dalle mie parti).

L’unico testo che ho sempre reputato degno di attenzione è quello di Patrick Lencioni dal titolo “Death by meeting“. Anche chi non sa l’inglese può intuire il significato del titolo… « Leggi il seguito di questo articolo »

Arti Marziali e gestione dello “spazio” nei rapporti interpersonali

15/01/2010 § 9 commenti

C’è un’importante analogia fra le arti marziali e la vita di tutti i giorni: la gestione dello spazio.

Immaginate di disegnare un cerchio intorno a voi, un po’ come si usa ultimamente in pubblicità… Solo che in questo caso la finalità del cerchio è differente: non sta a significare che tutto ruota intorno a voi e che siete il centro dell’universo, concetto perlomeno dubbio se non imbarazzante, ma semplicemente che avete uno spazio che può essere definito come vostro, dove qualunque intromissione fisica o verbale, se non “autorizzata”, non è benvoluta.

Avete presente la sensazione di fastidio che provate quando qualcuno si avvicina troppo per parlarvi, se non gradite la sua presenza? Ecco, questo qualcuno ha invaso il vostro spazio. E il vostro fisico naturalmente reagisce con un certo senso di malessere.

L’istinto che porta a tale  “malessere” può essere raffinato, affinché porti ad una determinata reazione spontanea, stimolando, con l’allenamento, il nostro fisico e la nostra mente a percepire quali siano le “distanze di sicurezza”, a seconda del  tipo di attacco e dell’ambiente in cui ci troviamo, e quali siano le reazioni più appropriate.

Ma come misuro “il mio spazio”? Qual’è l’approccio delle Arti Marziali alla questione? Il problema è tanto semplice in teoria quanto complesso nella pratica….

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PCD – il Kung Fu può aiutarmi a gestire meglio una riunione?

29/11/2009 § 3 commenti

Un concetto che sta alla base del Kung Fu T’ìen Shu, disciplina che pratico da ormai quasi vent’anni, è quello della “PCD”, acronimo che sta per Predisposizione, Concentrazione e Determinazione.
Nel momento in cui il Maestro chiama una tecnica o dà un comando, se vuole far lavorare gli studenti in un certo modo (o, meglio, ricordargli come si dovrebbe sempre lavorare…) chiama a piena voce “PCD”.

L’obiettivo di questo richiamo è quello di riportare gli studenti in uno stato mentale ben definito, molto vigile, estremamente reattivo e orientato al massimo verso l’obiettivo: neutralizzare l’attacco avversario o portare una determinata tecnica al meglio delle possibilità.

Predisposizione, Concentrazione e Determinazione nell'esecuzione di una tecnica - Foto http://www.luciapoggiali.com

Lo stato ottimale, che si raggiunge dopo lungo allenamento, è caratterizzato da fisico centrato e pronto alla reazione, mente lucida e calma, focus al 100% sull’obiettivo.

Il termine PCD rappresenta, per il praticante di T’ien Shu, sostanzialmente un’àncora, nell’accezione della Programmazione Neuro Linguistica qui un bell’articolo sull’argomento, in lingua inglese. Serve, quando pronunciato, a fare entrare in uno stato mentale particolarmente lucido, pronto a reagire all’attacco con efficacia e risolutezza, qualunque sia stato il nostro stato mentale di pochi secondi prima.

Ma come si arriva a questo stato? Come si “ottiene” la PCD? Come faccio a predispormi? Come riesco a concentrarmi, a essere determinato?
Analizziamo le varie fasi punto per punto…

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