Il metodo “Antistronzi”, la quiete interiore e le performance del team

07/01/2011 § 4 commenti

A natale mi è stato regalato il libro Il nuovo metodo antistronzi il quale deve buona parte del suo successo al nome poco ortodosso, come conferma anche l’autore, ma che alla lettura si presenta come un testo approfondito e più serio di quanto appaia di primo acchito.

Nel libro viene individuata una serie di comportamenti caratteristici dello “stronzo” (asshole in inglese, da cui il titolo originale The no asshole rule) fra cui insulti personali, contatto fisico non richiesto, intimidazioni, sarcasmo eccessivo, email distruttive, occhiatacce e altro. L’elenco completo dei comportamenti, definito la sporca dozzina, lo trovate sul blog italiano dedicato “al metodo”.

Oltre ad analizzare svariate tipologie di soprusi professionali ed orrori organizzativi in modo alquanto dissacrante ma mai superficiale, l’autore, Bob Sutton, si sofferma su due punti che reputo particolarmente rilevanti e che riguardano i costi che un sistema economico è costretto a sostenere in presenza di un clima negativo. In particolare:

  • i costi per i singoli in termini di stress personale, ricadute sulla sfera privata, mancanza di autostima fino ad arrivare all’esaurimento;
  • i costi per l’organizzazione in termini di mancata performance, insoddisfazione per i clienti e alto turnover del personale.

Se si prende a riferimento la formula del team sintetizzata da Luigi Mengato, il libro sembra implicitamente avvallare la presenza della lettera “C” all’esponente come elemento potenziante (o depotenziante) delle performance.

"Formula del Team" di Luigi Mengato - Creative Commons Licence

La formula sta a significare che un gruppo, affinché possa evolvere in un team coeso e performante, deve possedere le seguenti caratteristiche: « Leggi il seguito di questo articolo »

Negoziatori migliori grazie alle Arti Marziali

02/04/2010 § 7 commenti

…ovvero come migliorare le nostre abilità di negoziatori grazie agli insegnamenti delle arti marziali.

Le Arti Marziali sono conoscenza di noi stessi, del nostro avversario e più in generale delle persone con cui interagiamo.

L’approccio marziale che io considero non è quello finalizzato alla distruzione, ma al controllo dell’azione altrui, nel rispetto della sua integrità fisica e mentale. Per riportare questa affermazione alla nostra realtà (e alla nostra legislazione, se vogliamo) intendo difesa proporzionata all’offesa: reazione proporzionata all’azione.
Reazione che pur permettendoci di raggiungere il nostro obiettivo, la nostra incolumità in questo caso, tiene in considerazione la salvaguardia, per quanto possibile, dell’altra persona. La rispetta come essere umano.

Negoziazione e Arti Marziali: forza contro forza

Conflitto, forza contro forza.

Immagino che molti di voi avranno già familiarità con questo concetto, che ritornerà in vari modi in questo articolo.  Ma ciò di cui voglio parlare ora è altra cosa, probabilmente meno usuale: le arti marziali come strumento per affinare le nostre abilità di negoziatori considerando che la negoziazione è spesso parte, in un modo o nell’altro, di un conflitto, estendendo il discorso in questo senso anche alle trattative commerciali.

Le Arti Marziali quindi, in particolare T’ai Chi, il T’ien Shu o l’Aikido, come metafora per la negoziazione e, ancora una volta, come strumento formativo esperienziale in Azienda.

Ma andiamo per gradi….

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