“È impossibile cambiare…” Ma ci avete provato?

15/02/2012 § 4 commenti

Questa foto ha a che vedere con la possibilità dell’essere umano di sfidare, e vincere, i propri limiti. Ha a che vedere con la possibilità di cambiare le credenze che un uomo ha a proposito di sé stesso e degli altri.
Quest’uomo con una gamba e un braccio in meno riesce a far cose che molte persone non riuscirebbero a fare neanche con quattro gambe e quattro braccia, solo perché credono di non poterlo fare.
Quest’uomo forse nella sua vita si è sentito per un po’ un invalido. Poi a deciso di smettere di sentirsi tale. Come lui, tanti altri. Cito uno su tutti, l’amico Andrea Devicenzi  (vi invito davvero a vedere il suo sito e a conoscere le sue imprese), al quale devo, fra le altre cose, l’avermi mostrato questa foto.

Per cambiare, per osare, dobbiamo crederci e avere la volontà di farlo.

Penso ai tanti imprenditori o ai loro dipendenti che spesso mi dicono “qui le cose sono sempre state così e mai cambieranno“.
Siete sicuri? Perché se lo siete sicuramente non lo faranno. Poi mi sento dire “sono loro il problema“.  Già, il problema è sempre qualcun altro: il destino avverso, la pioggia, i politici, gli imprenditori (quando parlo ai dipendenti), i dipendenti (quando parlo agli imprenditori)…

Forse anche Gandhi e Martin Luther King lo avranno detto… “destino avverso” o “colpa degli altri che sono cattivi“… Poi cos’hanno fatto? Hanno iniziato a comportarsi diversamente loro in primis, non hanno aspettato che cambiassero gli altri o che il destino diventasse spontaneamente più propizio.
E cambiare le abitudini dell’impero britannico o dei segregazionisti americani, fidatevi, credo sia stato più complesso di quanto potrà mai essere cambiare, in un modo o nell’altro, l’atteggiamento dei vostri colleghi.

E se vi state chiedendo quanto potreste cominciare a cambiare, vi direi di cominciare ora. Prima lo fate prima otterrete dei risultati. Per farvi riflettere, qui sotto trovate il famoso discorso dove Martin Luther King illustra, splendidamente, il suo sogno di cambiamento, sogno che ha perseguito fino all’ultimo. Buon cambiamento anche a voi.

Consapevolezza attraverso il contatto fisico

09/02/2010 § 14 commenti

Lo scorso we, qui a Firenze, ho partecipato ad uno degli stage di aggiornamento periodici di Kung Fu T’ien Shu.
Uno dei momenti che ha caratterizzato le due giornate del raduno è stato quello della preparazione per i ragazzi dell’agonistica. Agonistica che io da tempo, sia per sopraggiunti limiti di età (falsità) che per carenza di legamenti sani (verità) ho abbandonato, per dedicarmi alla ricerca applicata e alla parte più tradizionale della disciplina.
In breve, dopo tanto tempo mi sono concesso anch’io uno di quegli allenamenti che mi facevano tanto godere anni fa e che ultimamente avevo, per vari motivi, tralasciato: un bella sessione di preparazione al combattimento, con tanto di guantoni pesanti, protezioni e  un po’ di lividi a fine giornata.
La cosa che mi premeva farvi vedere era la faccia del Maestro Carpanese (per me sempre Davide :-)) e la mia a temine allenamento:

il Maestro Carpanese e il sottoscritto durante un esercizio a coppia.

Due “ragazzini” (78 anni in due) che vanno avanti imperterriti, divertiti come bambini!

Questo per introdurre il contesto che ha dato il via alla riflessione, ma ovviamente non è questo il punto…

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