Tempo e preparazione, la base di ogni successo.

07/07/2011 § Lascia un commento

Si j’ai écrit une si longue lettre, c’est parce que je n’ai pas eu assez de temps pour l’écrire plus courte.
(Se ho scritto questa lettera così lunga, è stato perché non ho avuto tempo per farla più breve.)

Questa frase viene attribuita sia a Voltaire che a Pascal.

L’affermazione va molto a braccetto con quella di Twain sul discorso improvvisato che, paradossalmente, per essere efficace deve essere ben preparato.

Essere sintetici ed efficaci in comunicazione necessita di tempo e preparazione. Certo, ci sono alcuni che sono più portati di altri. E, come sempre, ci sono doti che la natura distribuisce in modo non equo fra le persone.

Ma se solo in pochi, nel lavoro come nello sport, possono diventare campioni, bravi (anche molto) possiamo diventarlo tutti. Come? Con il tempo e la preparazione, appunto.

Lao Tzu, la Bocconi e l’importanza della formazione

02/12/2010 § 1 Commento

La saggezza orientale si incontra con il top della formazione manageriale italiana. E lo fa utilizzando un principio che mi è tanto caro:

“Se a un uomo dai un pesce, lo nutri per un giorno. Se gli insegni a pescare lo nutri per tutta la vita”.

Questa frase, attribuita al filosofo cinese Lao Tzu, si scontra con quanto spesso viene indicato da molti imprenditori: “Il tempo impiegato a formare i collaboratori è tempo perso (non è fatturabile)”.

A questo proposito, consiglio a tutti la lettura dell’ interessante articolo dal titolo “Imprenditori per avere successo ascoltate Lau Tzu” scritto da Thanos Papadimitriou e Brett Martin, rispettivamente SDA professor di produzione e tecnologia e imprenditore, apparso recentemente sul quotidiano della Bocconi “viasarfatti25.it“.

Questa la conclusione dell’articolo, a commento di un business case che consiglio caldamente di leggere: “Anche se si è il migliore in ogni campo, non significa che si debba fare tutto. Gli imprenditori che non riescono a modificare il loro stile manageriale da “esecutore” a “insegnante” non troveranno mai le risorse necessarie a cercare nuove opportunità.”

I due autori dell’articolo di cui sopra, curano anche, insieme ad altri, un blog da seguire http://www.chefsnotbakers.com/ e di cui riporto qui sotto il simpatico header:

Adeguarsi al Cambiamento: Darwin, la crisi e le aziende

12/11/2010 § 2 commenti

Non è la specie più intelligente a sopravvivere e nemmeno quella più forte. E’ quella più predisposta ai cambiamenti.

In questi giorni sto tenendo un corso sulla gestione e motivazione del personale ad un gruppo di piccoli imprenditori del Pistoiese. In aula si respira molto la crisi e c’è parecchio nervosismo.
Le difficoltà sono reali, licenziamenti, cassa integrazione, aziende chiuse…  Questi impenditori vedono il terreno bruciarsi attorno a sé.

Parlare di motivazione e incentivi in questi casi  non è facile.
Un messaggio che tento di far passare è questo: la colpa non è degli altri o per lo meno non è “solo” degli altri. Se le cose non vanno come vorremmo dobbiamo chiederci cosa potremmo fare NOI affinché vadano meglio.

Con altre parole, concentriamoci su ciò che abbiamo e possiamo gestire, non pensiamo a ciò che non abbiamo e che non dipende da noi.

L’aforisma ad inizio articolo è di Darwin, il padre della teoria evolutiva. Mai come in questo periodo le sue parole risuonano attuali per le nostre aziende.

Da Wikipedia riporto questa frase, che mi appare particolarmente significativa:
Un errore concettuale comune può essere il considerare l’evoluzione un processo di “miglioramento” delle specie o di semplice aumento della complessità degli organismi o ancora più semplicemente nella capacità di “uscire vincente” dal processo di selezione naturale. Ciò che in realtà mutazione e selezione producono è adattamento all’habitat e quindi, in tal senso, può comportare anche “perdita” di caratteri e di funzionalità e una semplificazione.

Chi riuscirà a sopravvivere a questa crisi, probabilmente ne uscirà molto più forte di prima.
Anzi, meglio: molto più adatto di prima. Non resta che  rimboccarci le maniche.

Articoli Correlati:

Mourinho sulla gestione dello stress

05/11/2010 § 2 commenti

Quante volte sentiamo ripetere da amici e colleghi: “sono sotto pressione, sono stressato da morire” o frasi analoghe.
Tutti hanno problemi, grandi o piccoli. I problemi, si suol dire, sono relativi.

Forse.

Sulla questione trovo particolarmente illuminante questa frase un po’ spigolosa dell’ex allenatore dell’Inter, Jose Mourinho, uno che di stress sicuramente se ne intende:

Jose Mourinho

Non so cosa sia la pressione nello sport.
Mi spaventa di più un’influenza.
La pressione ce l’ha la povera gente che non riesce a sfamare la sua famiglia.

Come dire, diamo il giusto peso ai problemi e allo stress che questi generano.
Grande Mou.

Sulla Motivazione: Napoleone, Maslow e la condivisione degli obiettivi

12/10/2010 § Lascia un commento

Napoleone

Gli uomini non rischiano le loro vite per la Patria, lo fanno per le medaglie

La frase, come è facile intuire data l’immagine qui a fianco, è di Napoleone. Pur senza averla mai vista (anche perché fu concepita verso la metà degli anni quaranta), egli aveva ben chiara nella sua mente la Piramide di Maslow.

La “medaglia” è una metafora perfetta sia del bisogno di stima che di quello di autorealizzazione.

Il che ci deve far riflettere sugli incentivi in azienda e sui reali trigger della motivazione.
Come dire, a volte un aumento di stipendio non è il  modo più funzionale, oltre che economico, a disposizione dell’azienda per spingere le persone a lavorare meglio.

Altra nota, la “Patria” è un po’ come l'”Azienda“, cioè un’astrazione.
Difficile motivare qualcuno a lavorare per il “bene dell’azienda” come è sempre stato difficile far combattere insieme gli italiani per il “bene della patria”, come ci insegna il nostro risorgimento.

Le persone si muovono più facilmente per i propri interessi personali che per difendere i propri ideali.
Il meglio lo si ottiene quando si riescono a far collimare gli interessi dell’azienda (la Patria) con gli interessi dei dipendenti (gli Italiani).

In sintesi,  per motivare le persone a dare il massimo è necessario e fondamentale che gli obiettivi vengano condivisi, se possibile, a tutti i livelli.

Allenarsi ad improvvisare, è possibile?

15/09/2010 § 4 commenti

solitamente mi ci vogliono tre settimane per preparare un valido discorso improvvisato

Mark Twain

Mark Twain

Nelle arti marziali, prima di ottenere gli automatismi necessari per rispondere a un qualunque attacco, è necessario prepararsi adeguatamente (allenarsi fisicamente e al gesto tecnico) e imparare a gestire lo stress e la pressione (confrontandoci con l’avversario).

Così prima di una riunione, di uno speech o di qualunque altro impegno simile dobbiamo preparare i contenuti (allenandoci, cioè studiando e preparando le presentazioni) e allenare la nostra mente (dato che ci “confronteremo” con il pubblico)

In questo senso improvvisare, agire spontaneamente e con sicurezza, non è affatto una questione di improvvisazione. Al contrario serve la giusta preparazione, in ogni campo.

Maestri e Leader

30/06/2010 § 1 Commento

Testa di Socrate, museo del Louvre - fonte Wikipedia

L’insegnante mediocre racconta.
Il bravo insegnante spiega.
L’insegnante eccellente dimostra.
Il maestro ispira.

Questo ovviamente non lo dico io, lo diceva Socrate 🙂
Il maestro oltre ad insegnare racchiude in sé due caratteristiche fondamentali della leadership: l’essere d’esempio e l’essere d’ispirazione. Io sono fortunato, nella mia vita ho conosciuto qualche maestro e ognuno di questi, in un modo o nell’altro, era un leader naturale.

Probabilmente è vero anche il contrario, i leader veri sono anche dei maestri in un modo o nell’altro.
Pensate a qualche nome della storia recente, sono sicuro che vi verrà in mente più di un grande leader che sia stato anche un maestro di vita.

Uno su tutti, Gandhi: You must be the change you wish to see in the world. Leader e Maestro allo stesso tempo.

Un consiglio da parte di uno che di formazione se ne intende…

07/06/2010 § Lascia un commento

Se ascolto dimentico, se vedo ricordo, se faccio capisco

Confucio (551 a.C. – 479 a.C)

Confucio

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