Omaggio a Roberto Baggio

17/02/2013 § 4 commenti

Non sono mai stato un gran tifoso di calcio, ma c’è stata qualche personalità del mondo del pallone che ho ammirato, soprattutto in passato.
Una di queste è Roberto Baggio. Ho sempre avuto estremo rispetto di quest’atleta, della sua modestia, della sua classe e del modo in cui ha affrontato le avversità, sia fisiche che sportive.

La pasta di un uomo, inteso come essere umano indipendentemente dal genere, si vede soprattutto nei momenti di difficoltà. Quando si vince, è facile fare i fenomeni. Ma quando le cose girano storte, quando si fa qualche errore clamoroso o quando ci si fa male per davvero, è da come uno reagisce, da come risorge che si capisce di che pasta è fatto. Per quello mi è sempre piaciuto Baggio.

Ripubblicare qui la sua lettera ai giovani, la lettera che ha letto qualche giorno fa al Festival di S. Remo, vuole essere il mio piccolo omaggio a questo grande atleta. Sono parole semplici, ma dove si leggono sincerità e passione, per questo mi sono piaciute.

La lettera parla di cinque concetti, cinque nominalizzazioni, basilari nella vita. Il concetto a cui sono più legato è quello associato alla parola Sacrificio. Una parola per me fondamentale, che rappresenta forse la vera essenza della vita. Meditare è sacrificio, Allenarsi è sacrificio, Imparare è sacrificio, Lavorare facendo ciò che si Ama è, molto spesso, sacrificio. Riuscire a camminare dopo mesi carrozzina è incredibile. Ed è frutto del sacrificio. Riuscire a correre e rigiocarsela quando (quasi) nessuno ci avrebbe scommesso un centesimo è impagabile. Ed è frutto del sacrificio. Vincere è frutto del sacrificio, soprattutto perché vince solo chi ha saputo prima perdere molte volte. E ha fatto molti sacrifici.

La storia di Roberto Baggio mi ricorda qualcosa che ho vissuto sulla mia pelle. Anche per questo, ma non solo, pubblico volentieri questa lettera.

“A tutti i giovani e tra questi ci sono anche i miei tre figli.

Per vent’anni ho fatto il calciatore. Questo certamente non mi rende un maestro di vita ma ora mi piacerebbe occuparmi dei giovani, così preziosi e insostituibili. So che i giovani non amano i consigli, anch’io ero così. Io però, senza arroganza, stasera qualche consiglio lo vorrei dare. Vorrei invitare i giovani a riflettere su queste parole.

La prima è passione.

Non c’è vita senza passione e questa la potete cercare solo dentro di voi. Non date retta a chi vi vuole influenzare. La passione si può anche trasmettere. Guardatevi dentro e lì la troverete.

La seconda è gioia.

Quello che rende una vita riuscita è gioire di quello che si fa. Ricordo la gioia nel volto stanco di mio padre e nel sorriso di mia madre nel metterci tutti e dieci, la sera, intorno ad una tavola apparecchiata. E’ proprio dalla gioia che nasce quella sensazione di completezza di chi sta vivendo pienamente la propria vita.

La terza è coraggio.

E’ fondamentale essere coraggiosi e imparare a vivere credendo in voi stessi. Avere problemi o sbagliare è semplicemente una cosa naturale, è necessario non farsi sconfiggere. La cosa più importante è sentirsi soddisfatti sapendo di aver dato tutto, di aver fatto del proprio meglio, a modo vostro e secondo le vostre capacità. Guardate al futuro e avanzate.

La quarta è successo.

Se seguite gioia e passione, allora si può parlare anche del successo, di questa parola che sembra essere rimasta l’unico valore nella nostra società. Ma cosa vuol dire avere successo? Per me vuol dire realizzare nella vita ciò che si è, nel modo migliore. E questo vale sia per il calciatore, il falegname, l’agricoltore o il fornaio.

La quinta è sacrificio.

Ho subito da giovane incidenti alle ginocchia che mi hanno creato problemi e dolori per tutta la carriera. Sono riuscito a convivere e convivo con quei dolori grazie al sacrificio che, vi assicuro, non è una brutta parola. Il sacrificio è l’essenza della vita, la porta per capirne il significato. La giovinezza è il tempo della costruzione, per questo dovete allenarvi bene adesso. Da ciò dipenderà il vostro futuro. Per questo gli anni che state vivendo sono così importanti. Non credete a ciò che arriva senza sacrificio. Non fidatevi, è un’illusione. Lo sforzo e il duro lavoro costruiscono un ponte tra i sogni la realtà.

Per tutta la vita ho fatto in modo di rimanere il ragazzo che ero, che amava il calcio e andava a letto stringendo al petto un pallone. Oggi ho solo qualche capello bianco in più e tante vecchie cicatrici. Ma i miei sogni sono sempre gli stessi. Coloro che fanno sforzi continui sono sempre pieni di speranza. Abbracciate i vostri sogni e inseguiteli. Gli eroi quotidiani sono quelli che danno sempre il massimo nella vita.

Ed è proprio questo che auguro a Voi ed anche ai miei figli”

Roberto Baggio

Ragazzi, fatevi il mazzo. Ne vale la pena.

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§ 4 risposte a Omaggio a Roberto Baggio

  • Da ex milanista (non seguo più il calcio credo da quando se n’è andato Costacurta, o sicuramente con Maldini) ho però sempre apprezzato Roberto Baggio anche per il suo comportamento concreto sul campo e antidivo fuori. Altro che Nicola Berti (quanto l’ho detestato ai Mondiali negli Usa: Arrigo Sacchi ha sbagliato tutto con Berti, sacrificando Signori).
    Non ho visto SanRemo ma ho visto il video del suo intervento. L’ho tanto amato.

  • Viviana B. ha detto:

    Ti ho lasciato le mie 5 stelline, che però sono da dividere con Roberto Baggio, persona che non conosco e che ha praticato per anni uno sport che non amo, ma le cui parole ho trovato davvero condivisibili. Grande stima, per entrambi.

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