Lance Armstrong, un esempio di Resilienza.

07/01/2012 § 5 commenti

Ho terminato da poco di leggere  “It’s not about the bike” di Lance Armstrong. Non voglio dare giudizi sull’onestà o meno dell’atleta, dato che da quel che ho letto in vari siti si tratta di un personaggio molto controverso. E in ogni caso si parla di un’autobiografia, quindi il testo è inevitabilmente un po’, se non molto, di parte. Voglio comunque pensare che ciò che ho letto sia vero, e che l’uomo sia in buona fede. Sarà perché alla fine mi piace credere alle favole che finiscono bene e non amo i film dove vincono i cattivi…

Lance Armstrong - immagine Wikipedia

Fatta questa premessa, posso dire con tranquillità di essere rimasto impressionato dal carattere di Armstrong più che dalle sue imprese sportive, seppur impressionanti, che peraltro nel libro sono in secondo piano rispetto alle vicende umane.

Come dice il titolo infatti, il libro non riguarda la bici, o per lo meno non è un libro essenzialmente sul ciclismo. A mio parere questo è un libro sulla resilienza, sulla capacità dell’essere umano di prendere bastonate incredibili e poi rialzarsi, anche più forte di prima. Se non più forte fisicamente, più forte però mentalmente. E ad alti livelli il fisico non basta, è la mente che vince.
Non è un caso che la grande carriera di Lance Armstrong, sette Tour de France vinti oltre al resto, inizi davvero dopo aver sconfitto una delle grandi malattie dell’uomo: il cancro.

Ma cos’è la resilienza? Cito testualmente da Wikipedia:

“In psicologia, la resilienza è la capacità di far fronte in maniera positiva agli eventi traumatici, di riorganizzare positivamente la propria vita dinanzi alle difficoltà. È la capacità di ricostruirsi restando sensibili alle opportunità positive che la vita offre, senza perdere la propria umanità. Persone resilienti sono coloro che immerse in circostanze avverse riescono, nonostante tutto e talvolta contro ogni previsione, a fronteggiare efficacemente le contrarietà, a dare nuovo slancio alla propria esistenza e perfino a raggiungere mete importanti.”

Perché dico che questo libro è un libro sulla resilienza? Semplicemente perché Lance Armstrong nel pieno della sua carriera è stato colpito da un tumore maligno che l’ha portato all’asportazione di un testicolo, interventi all’addome e alla testa, svariati cicli di chemio e a un passo (piccolo) dalla morte.
A questo vanno aggiunti i problemi finanziari e psicologici per un uomo che fa dello sport, e quindi della vittoria, il mezzo del proprio sostentamento oltre che la propria passione.

Sempre citando Wikipedia:

“La sua carriera venne funestata nell’ottobre del 1996 da un cancro ai testicoli, sconfitto nel 1998; a seguito di ciò è diventato un simbolo della lotta a questa malattia, che sostiene con numerose iniziative, tra le quali la Lance Armstrong Foundation [….]
Tornò alle gare nel 1998 vincendo il Giro del Lussemburgo e arrivando quarto nella classifica finale della Vuelta a España. Proprio questo risultato convinse Armstrong e il suo direttore sportivo Johan Bruyneel della fattibilità di un obiettivo ambizioso: vincere il Tour de France.”

Tour de France che poi vinse nel ’99 e poi altre 6 volte di seguito fino al 2005. Un record incredibile e difficilmente eguagliabile che ci da chiaramente un’idea del livello dell’atleta. Da notare che prima della malattia Armstrong non era mai riuscito non solo a vincere ma neanche a piazzarsi in un grande giro del ciclismo. Anzi, di 4 tour tentati prima del 99 solo uno lo aveva visto al traguardo finale con il non eccelso 36° posto finale.

Quali sono state, oltre alla resilienza, le altre chiavi sia della guarigione che del successo ottenuto dopo di essa?

  • Il coraggio, assieme all’equipe medica che lo seguiva, di curarsi con una terapia sperimentale molto dolorosa nel breve periodo ma che, almeno sulla carta, gli avrebbe permesso di non bruciare i polmoni e quindi di tornare a correre.
  • Il supporto incondizionato di amici, della madre, della allora fidanzata e di alcuni sponsor durante il periodo di convalescenza.
  • Un coach che ha saputo guidarlo alla riscoperta e al raggiungimento dei suoi obiettivi, Chris Carmichael.
  • La motivazione, data dalla volontà di portare un messaggio al mondo attraverso i propri risultati e la propria fondazione: il cancro si può battere.
  • Un fisico con livelli di resistenza allo stress superiore alla media.
  • La pianificazione, la preparazione fisica e tecnica, la costanza nell’allenamento e nel perseguire i propri obiettivi.
  • La fortuna data dal fatto che tutto sia andato per il meglio  quando poteva, secondo le statistiche, molto più facilmente andare peggio.

Per citare Randy Pausch, autore del libro “The last lecture” e morto di cancro nel 2008:

“La fortuna è quel momento in cui la preparazione incontra l’opportunità”.

Credo si possa dire che Lance Armstrong sia stato un uomo fortunato, che si è guadagnato la propria fortuna con una preparazione incredibile.

Un paio di citazioni dal testo, che mi sono segnato durante la lettura e nelle quali mi sono particolarmente ritrovato, forse anche per le mie personali esperienze di vita:

  • Parlando del cancro: “People die. And after you learn it, all other matters seem irrelevant. They just seem small”.
  • Dopo aver sconfitto Il cancro, al momento dell’incredibile vittoria del primo Tour de France: “If you ever get a second chance in life for something, you’ve got to go all the way”.

Anche questo, come la biografia di Agassi, un testo che mi sento di consigliare senza riserve.

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§ 5 risposte a Lance Armstrong, un esempio di Resilienza.

  • E’ proprio vero, il libro è estremamente toccante e ci permette di conoscere da vicino questo grande campione, di apprezzarne la grande storia e la gigantesca personalità che lo contraddistinguono.
    Francesco (Mantova)

    • Walter Allievi ha detto:

      Ciao Francesco, grazie per il tuo commento. L’aggettivo “toccante” anche per me è molto appropriato, fra l’altro ammetto di essermi quasi commosso in un paio di punti del libro (in particolare quando, scalando la sua montagna “preferita” dopo la malattia, legge le scritte a lui dedicate dai tifosi parecchi anni prima). Indipendentemente dalle polemiche che lo circondano, Armstrong è, a mio parere, una persona da cui c’è molto da imparare. A presto.

  • Giuse ha detto:

    E’ il primo commento che faccio sul tuo Blog e ho deciso di farlo sull’articolo di Lance perchè per me è un MENTORE.

    Polemiche o no? Chissenefrega… non mi interessa perdere tempo in FORSE, preferisco investirne nel farmi motivare, nel farmi guidare, nel farmi ispirare dalla persona che hai descritto in questo bellissimo post!

    Questa è una pubblicità, ma credo renda davvero conto della Resilienza di Lance

    LiveStrong

    • Walter Allievi ha detto:

      Grande Giuse, grazie per il commento e per aver postato questo video. Rende davvero l’idea sul lavoro di Lance, come dici tu. E sì, al diavolo le polemiche. Ciò che conta in questa storia è l’impresa di un uomo e di come si possa trarre ispirazione da essa. E io indubbiamente ne ho tratta.
      A presto,
      Wal

  • […] vela, la deriva, è uno sport di fatica, costanza e resilienza (vedi il mio articolo a riguardo) in più è tremendamente tecnico, il che, almeno per me, ne […]

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