Adeguarsi al Cambiamento: Darwin, la crisi e le aziende

12/11/2010 § 2 commenti

Non è la specie più intelligente a sopravvivere e nemmeno quella più forte. E’ quella più predisposta ai cambiamenti.

In questi giorni sto tenendo un corso sulla gestione e motivazione del personale ad un gruppo di piccoli imprenditori del Pistoiese. In aula si respira molto la crisi e c’è parecchio nervosismo.
Le difficoltà sono reali, licenziamenti, cassa integrazione, aziende chiuse…  Questi impenditori vedono il terreno bruciarsi attorno a sé.

Parlare di motivazione e incentivi in questi casi  non è facile.
Un messaggio che tento di far passare è questo: la colpa non è degli altri o per lo meno non è “solo” degli altri. Se le cose non vanno come vorremmo dobbiamo chiederci cosa potremmo fare NOI affinché vadano meglio.

Con altre parole, concentriamoci su ciò che abbiamo e possiamo gestire, non pensiamo a ciò che non abbiamo e che non dipende da noi.

L’aforisma ad inizio articolo è di Darwin, il padre della teoria evolutiva. Mai come in questo periodo le sue parole risuonano attuali per le nostre aziende.

Da Wikipedia riporto questa frase, che mi appare particolarmente significativa:
Un errore concettuale comune può essere il considerare l’evoluzione un processo di “miglioramento” delle specie o di semplice aumento della complessità degli organismi o ancora più semplicemente nella capacità di “uscire vincente” dal processo di selezione naturale. Ciò che in realtà mutazione e selezione producono è adattamento all’habitat e quindi, in tal senso, può comportare anche “perdita” di caratteri e di funzionalità e una semplificazione.

Chi riuscirà a sopravvivere a questa crisi, probabilmente ne uscirà molto più forte di prima.
Anzi, meglio: molto più adatto di prima. Non resta che  rimboccarci le maniche.

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§ 2 risposte a Adeguarsi al Cambiamento: Darwin, la crisi e le aziende

  • A ha detto:

    Il soggetto dell’evoluzione naturale non cambia per propria volontà, ma per mutazione della specie nei grandi numeri. Una cosa è la fisicità degli elementi, una cosa le scelte storiche degli individui. Perciò non c’è sempre un’equivalenza chiara tra natura e società.

    • Walter Allievi ha detto:

      Concordo, non credo vi sia equivalenza. Il mio spunto di riflessione è (era… è passato qualche tempo) uno stimolo sulla responsabilità individuale di fronte alla crisi e di come questa possa essere comunque un momento di evoluzione. Se vogliamo possiamo cogliere delle analogie, non certo delle equivalenze. Grazie per il suo commento.

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