Visualizzazioni e Performance – Parte prima

09/07/2010 § 5 commenti

Le visualizzazioni sono parte integrante del mondo delle arti marziali. Ricordo sempre il mio maestro mentre diceva due frasi in particolare “quando respirate visualizzate l’aria che entra dalla bocca e scende fino ai polmoni per poi risalire” e poi “ripetete mentalmente le tecniche che avete provato oggi. Vedetevi mentre le eseguite al meglio, come vorreste che venissero, sentite il movimento”.

Quanto sono nitide le nostre visualizzazioni?

A volte, al posto dell’aria, si parlava di energia che non andava quindi nei polmoni ma scendeva fino al Dan tian. Ma la sostanza, se vogliamo, era la stessa. L’importante per noi era rilassarci e liberare la mente, le visualizzazioni erano solo il mezzo per ottenere tutto ciò. Obiettivi più alti erano decisamente al di fuori della nostra portata, dato il nostro livello.
La prima frase era ricorrente nella fase iniziale dell’allenamento, prima del saluto, dove ci si rilassava, chi nella posizione del loto chi semplicemente in ginocchio. La seconda frase era caratteristica del rilassamento prima del saluto finale, un modo per fissare meglio nella mente i movimenti e le sensazioni provate durante l’allenamento.
Ricordo che agli inizi non capivo, il più delle volte la mente vagava liberamente nel suo chiacchiericcio e difficilmente riuscivo effettivamente a visualizzare quello che veniva indicato dal maestro.
Poi lentamente il messaggio cominciò a filtrare e, di conseguenza, iniziai a farmi condurre in quella che non era altro che meditazione guidata che induceva una leggera trance ipnotica.

Un’altra cosa che il maestro diceva spesso era di ripetere mentalmente i Tao (le forme) e le applicazioni quando non eravamo agli allenamenti, ad esempio nelle pause di studio e di lavoro o prima di dormire.
Il che mi sembrava, detto fra noi, molto difficile da realizzare e comunque di dubbia utilità. Ciononostante ci provai e tentai di far mia la tecnica durante i miei primi anni di pratica, ma senza trarne consapevolmente giovamento, valutando molto più facilmente gli avanzamenti del fisico rispetto a quelli della mente e preferendo di gran lunga il sudore alla concentrazione.
Già, perché visualizzare a comando esattamente ciò che si vuole non è semplice e agli inizi può essere anche piuttosto stressante.
Ma col tempo diventa naturale e può diventare una tecnica fondamentale, se non LA tecnica, per trovare il giusto stato mentale per compiere con successo tutte le nostre azioni, siano esse performance sportive, lavorative o il semplice ozio (sì, perché anche per riposare ci vuole il corretto stato mentale!).

Una nota: “Ripetere mentalmente” spaventa molto meno di “visualizzare”, a ripetere mentalmente siamo abituati fin da piccoli e la frase era infatti per noi consueta. Questo era un piccolo trucco del nostro maestro, usare sempre il nostro linguaggio, un po’ come dovrebbe fare nella maggior parte dei casi un buon formatore ;-).

Ricordo che non veniva data importanza alla modalità della visualizzazione, se in prima o terza persona, se a colori o in bianco e nero, se vicina o lontana (le cosiddette submodalità della PNL). L’importante per noi, questo lo capii col tempo, era semplicemente imparare a visualizzare e quindi calmare la mente, fare nostre le sensazioni provate in allenamento e prendere “confidenza mentale” con i movimenti. Si, perché se è il corpo a eseguire i movimenti, è la mente che guida il corpo. Per essere completi marzialmente dovremmo dire che la mente guida il Qi (l’energia), il Qi guida il corpo. Ma questa è un’altra storia e la approfondiremo un’altra volta. La sostanza in questo momento è che la mente deve essere allenata al pari del corpo, per ottenere alti risultati.

Ad ogni modo, andai avanti per numerosi anni “galleggiando” con le mie modeste capacità di visualizzatore fino a quando non accadde un evento che mi costrinse, mio malgrado, a ricorrere alle visualizzazioni pesantemente, per svariati motivi che saranno chiari nel prossimo post.

Stay tuned 🙂

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§ 5 risposte a Visualizzazioni e Performance – Parte prima

  • […] l’avesse ancora fatto, prima di procedere con la lettura vi suggerisco di dare un occhio alla prima parte dell’articolo, pubblicata qualche settimana fa. Nel caso l’abbiate già fatto o preferiate partire da qui, […]

  • Viviana B. ha detto:

    1) Questa foto la conosco…
    2) Sai che ancora non riesco a visualizzare i Tao? Mi capita spessissimo di iniziarne mentalmente uno e finirlo con un altro, mannaggia! Faccio una macedonia di Tao!
    3) Torno a leggermi la seconda parte!
    Un abbraccio grande

    • Walter Allievi ha detto:

      Vivi, per evitare di fare il “frullato di Tao”, prova questo esercizio (se non l’hai già fatto). Esegui i tao senza usare le braccia, ma solo immaginando di farlo e “gustandone” le sensazioni (giusto per stare in tema di cibo).
      In sostanza, fai tutti i passi e gli spostamenti, con le braccia a penzoloni o ai fianchi.
      Le gambe, al tuo livello, dovrebbero muoversi da sole, come su un tracciato immaginario che già ben conoscono. In questo modo la mente dovrebbe essere agevolata nella parte di visualizzazione delle braccia.
      Questo esercizio è molto utile anche quando sei in convalescenza. Lo usai io molto tempo fa quando mi lussai la spalla sinistra 😉
      A presto,
      Wal

  • Viviana B. ha detto:

    Grazie della dritta!
    A presto

  • […] Visualizzazioni e Performance – Parte prima […]

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